menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Ast-Arvedi, i sindacati allineati con l'azienda: "Convocare subito tavolo di monitoraggio sull'Accordo di programma"

16 0
12.09.2026

12 Settembre 2026, 11:55

Un coro compatto, a sostegno dell’allarme lanciato dall’amministratore delegato di Arvedi Ast, Dimitri Menecali, per lo stabilimento di Terni costretto a fare i conti con costi dell’energia che mettono sotto pressione la competitività delle acciaierie e, di conseguenza, anche la stessa tenuta produttiva e occupazionale del sito di viale Brin.

Acciaierie, Menecali: "Il caro energia mette a rischio la continuità produttiva di Arvedi Ast"

Con un costo dell’energia previsto per il 2027 pari a 128,54 euro per MWh rispetto ai 52,69 della Francia, agli 87,58 della Spagna, agli 85,65 della Germania e ai 70,45 del Nord Europa (dati aggiornati a martedì scorso), Menecali ha lanciato un appello, non per ottenere “condizioni di favore”, ma affinché “un’impresa italiana, che compete sul mercato europeo, possa acquistare energia a condizioni comparabili con quelle dei propri diretti concorrenti”. Un divario che non è colmabile sui prezzi di vendita finale e che, di conseguenza, all’azienda “sta causando danni per diverse decine di milioni di euro”.

Al grido di viale Brin - che ritiene indispensabile e urgente l’attuazione di tutte le misure già individuate e formalizzate tra gli impegni previsti dall’Accordo di programma -hanno risposto compatti i sindacati dei metalmeccanici, allineati con l’azienda ternana e ben consapevoli degli step vissuti negli ultimi anni, dal rilancio iniziato con l’acquisizione di Ast da parte di Arvedi nel 2022 alla storica firma dell’Accordo di programma arrivata nel 2025. Step, che hanno significato principalmente impegno e investimenti.

“Ci sono temi su cui imprese e sindacato devono convergere se si ha a cuore il Paese e il sistema industriale. Uno tra questi - dichiarano il segretario nazionale Fim Cisl Valerio D’Alò e il segretario generale Fim Cisl Umbria Simone Liti - è la gestione della transizione. Non possiamo continuare a giocare sul terreno europeo se chi gareggia non ha le stesse condizioni abilitanti. Si parte troppo svantaggiati e il governo deve fornire risposte ai temi caldi che interessano i settori strategici. Se........

© Il Corriere dell'Umbria