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Il bilinguismo nelle classi porta benefici collettivi solo se si sa come gestirlo

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Il decreto legge sulla scuola ha suscitato molte polemiche, ma il dibattito pubblico ha trascurato diversi aspetti importanti: la competenza degli insegnanti, la materia insegnata e gli effetti del bilinguismo nelle classi di un Paese non bilingue. Che il bilinguismo porti dei vantaggi all’individuo è indubbio. Se i dati sui vantaggi cognitivi sono ancora poco chiari (si veda il lavoro di Evelina Leivada su funzioni esecutive, processing e sviluppo del linguaggio nei bilingui), i vantaggi sociali e culturali sono evidenti: un bambino bilingue sa e accetta come fatto naturale che esistono altre culture e altri modi di interpretare il mondo.

Questo però vale per l’individuo. Cosa accade in una classe?

La questione è più articolata di quanto sembri. Gli studi sulle classi bilingui spagnolo-inglese negli Stati Uniti riportano risultati contrastanti. In Italia, diversi docenti del centro CLUSS dell’Università per Stranieri di Siena hanno sviluppato un progetto basato sul translanguaging, e cioè sull’uso di tutte le lingue a disposizione di un bambino per imparare: si può ascoltare la lezione in una lingua e prendere appunti in un’altra; confrontare le lingue su bacheche........

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