La disarmante ferocia di Naza, i calcolanti che annientano i calcolati
Uno dei messaggi più disarmanti nella sua ferocia del lungometraggio Naza, il reportage che mette in scena le confessioni dei militari israeliani sull’eccidio a Gaza, riguarda proprio la tipologia di queste figure, al confine fra l’inquadramento nelle forze armate e il proprio profilo professionale. Forse è la prima volta che si raccolgono testimonianze da un efferato atto di criminalità di guerra frutto non solo della cieca violenza di uno stato o di un suo settore, basate sulla capacità degli esecutori di realizzare la missione che gli viene affidata. Altro che algoritmi apocalittici che possono sterminare l’ìumanità. Nel film si vede che chi ha la piena coscienza e capacità di sterminare l’umanità sono gli umani. Che sono al centro della scena.
Sul banco degli imputati è la competenza, il sapere di una comunità che viene finalizzato esclusivamente a produrre quel risultato: l’annientamento di un popolo, come spiegano, quasi con candore, loro stessi, gli esecutori. Gli intervistati appaiono tutti appartenenti a quella che potremmo definire “la meglio gioventù di Tel Aviv”. Israele sta diventando lo stato di questa stirpe di guerrieri del calcolo. Giovani, agiati, preparati, talentuosi, perfino di........
