I rincari colpiscono anche il settore della vigilanza privata
Mentre il dibattito pubblico continua a concentrarsi sugli effetti del caro energia sull’industria manifatturiera e sulle famiglie, esiste un comparto strategico che rischia di pagare un prezzo altissimo all’aumento dei costi energetici e dei carburanti: quello della vigilanza privata e dei servizi fiduciari. Si tratta di un settore che garantisce ogni giorno la sicurezza di infrastrutture critiche, ospedali, aeroporti, porti, reti energetiche, aziende e pubbliche amministrazioni. Un servizio essenziale per il funzionamento del Paese che tuttavia presenta una peculiare fragilità economica: margini estremamente contenuti e una forte rigidità contrattuale.
Le imprese della vigilanza operano infatti attraverso migliaia di pattuglie mobili che percorrono quotidianamente milioni di chilometri. Il costo del carburante rappresenta quindi una voce fondamentale del conto economico. A questo si aggiungono l’energia necessaria per le centrali operative, i sistemi di videosorveglianza, i centri di controllo remoto, le infrastrutture informatiche e i servizi di teleallarme. Quando aumentano simultaneamente il prezzo dell’energia e quello dei carburanti, le aziende del comparto si trovano strette in una morsa: da una parte crescono i costi operativi, dall’altra rimangono spesso bloccati i corrispettivi contrattuali, soprattutto negli appalti pubblici pluriennali.
Negli ultimi anni il governo è intervenuto più volte per attenuare gli effetti delle crisi energetiche sulle imprese attraverso crediti d’imposta, misure di sostegno alla liquidità, riduzioni degli oneri di sistema e strumenti finalizzati a contenere il costo........
