Cento bandiere, un unico messaggio: com'è il cielo in Palestina?
"Alla mia cara amica che ora naviga verso di noi attraverso il mare, so che la distanza è grande e che non hai possibilità di comunicare con me, ma il mio cuore ti accompagna in ogni onda e in ogni brezza che spinge la tua nave verso le coste di Gaza. La tua presenza a bordo di questa flottiglia non è soltanto un viaggio: è un grande messaggio umanitario, una testimonianza che il mondo non ha dimenticato Gaza e i suoi bambini. Qui attendiamo il suono della sirena della tua nave come chi, assetato, attende una goccia d’acqua. Aspettiamo il tuo arrivo con un cuore colmo di speranza in mezzo al dolore.
Voglio che tu sappia che il tuo coraggio ci dona a Gaza una forza raddoppiata, e che un solo tuo sorriso al tuo arrivo vale per noi un’intera vita. Per quanto il tuo viaggio sia difficile e pericoloso, ci basta sapere che hai scelto di stare con noi, invece di guardarci da lontano. Che tu torni o rimanga, il tuo nome resterà inciso nei nostri cuori. Racconteremo ai nostri bambini che hai attraversato il mare per noi, portando luce in un momento di oscurità.
Stammi bene, amica mia. Ti aspettiamo pregando, con le mani alzate al cielo perché tu possa arrivare sana e salva". (Lettera di Khaled da Gaza a Silvia Severini, Global Sumud Flotilla)
Poche cose hanno una relazione così stretta con l'appartenenza e l'identità come una........
