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Schlein a Napoli: «Si voti NO alla riforma dannosa per i cittadini»

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17.03.2026

«Non migliora la giustizia, lo dice perfino Nordio, e spacca il Csm»

«Siamo impegnati a fermare una riforma dannosa per i diritti dei cittadini, una riforma che non migliora la giustizia, lo dice perfino Nordio, che non velocizza i processi, non stabilizza i precari della giustizia, ma che spacca e sorteggia il Csm, in questo modo indebolendo l'indipendenza dei giudici, e non tutelandoli. Noi andiamo a votare NO convintamente per difendere la nostra Costituzione». Questo l'appello per il voto al referendum che arriva da Napoli dalla segretaria del Pd Elly Schlein. La leader dem ha ricordato le prossime tappe della campagna prima del voto di domenica e lunedi: «Stiamo attraversando tutto il Paese da molte settimane, domani saremo a Roma per la grande manifestazione nazionale, insieme ai comitati del NO, e poi chiuderemo a Milano il 20. Evidentemente - ha proseguito Schlein - al governo c'è chi pensa che possa scegliere chi fa il giudice e chi no, magari a seconda che piacciano o meno al governo le decisioni che questi giudici prendono. I nostri costituenti hanno voluto fissare un principio nella Costituzione, che è quello della separazione dei poteri, ed è quello che tutela tutti i cittadini perché ogni potere, anche quello di chi governa, deve incontrare un limite adeguato. Per noi in democrazia anche chi governa deve essere sottoposto a un controllo di legalità». 

«A me spiace che la destra non abbia voluto raccogliere l'appello di alto profilo che è arrivato dal Presidente della Repubblica Mattarella. Questa riforma va contrastata nel merito, noi stiamo facendo una campagna tutta sul merito proprio per spiegare perché è una riforma che non migliora la giustizia per i cittadini», ha aggiunto Schlein. «Non è che la giustizia non si possa migliorare, ma non la migliori mettendo i giudici sotto il controllo del governo, che pare essere l'unica vera argomentazione di questi ministri, che lo dicono pure ad alta voce, oppure i loro capi di gabinetto perché l'altro giorno la dottoressa Bartolozzi ha detto "votate sì per togliere di mezzo la magistratura, un plotone di esecuzione". Non si è scusata non si è dimessa, è ancora al posto suo e ha messo una toppa peggiore del buco dicendo ma io mi riferivo solo a una parte della magistratura».

E sulla guerra all'Iran. «Vogliamo più chiarezza da questo governo perché non hanno ancora chiarito se, qualora Trump dovesse chiedere l'utilizzo delle basi, loro le negherebbero. Finiremmo per supportare attacchi militari unilaterali che violano il diritto internazionale. E dovrebbe anche chiarire subito, il governo, che non intende partecipare in alcun modo alla coalizione che Trump vorrebbe costruire per forzare il blocco nello stretto di Hormuz perché sarebbe un altro modo per farsi trascinare in questa guerra illegale. Bisogna chiedere a Trump e Netanyahu di fermarsi e questo il Governo ancora non lo sta facendo. Intanto ogni giorno questa guerra illegale decisa da Netanyahu e da Trump costa 16 milioni e mezzo in più ai cittadini soltanto di benzina e carburanti, di cui 10 entrano nelle casse dello Stato. Chiedo al governo Meloni quando restituiranno questi 10 milioni ai cittadini». 

Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, intervenuto al TG Zero di Radio Capital, si dice invece «sicuro che le mafie saranno contente in caso di vittoria del sì al referendum». «Sono sempre convinto - aggiunge - che le mafie, la massoneria deviata e i centri di potere voteranno sì». Gratteri ha parlato anche della polemica che ha coinvolto Giusi Bartolozzi, la capo di gabinetto del ministero della giustizia che in un dibattito televisivo ha detto «votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, sono plotoni di esecuzione». «Non era un momento di lucidità, era molto nervosa e agitata e si è lasciata andare», risponde il procuratore di Napoli a Radio Capital, «in certi momenti - sottolinea - quelle frasi possono sfuggire».

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