Vincenzo Russo, la Napoli delle canzoni rivive nei volti di oggi: alla Galleria HDE la mostra fotografica di Riccardo Piccirillo
Ventitré ritratti inediti dialogano con i versi del poeta di «I’ te vurria vasà» nell’esposizione «InVersiVisioni», promossa dalla Fondazione Bideri per il 150° anniversario della nascita dell’autore
Ventitré fotografie per scardinare l’immagine da cartolina della canzone napoletana e riportare al centro la complessità di un poeta che, a più di un secolo dalla morte, ha ancora molto da raccontare. È la sfida di «InVersiVisioni», la mostra che Riccardo Piccirillo dedica a Vincenzo Russo, autore di brani entrati nella storia come «I’ te vurria vasà» e «Maria Marì». Non una galleria di ricordi, ma un confronto tra epoche e linguaggi: da una parte i versi e gli spartiti di fine Ottocento, dall’altra i volti di oggi, chiamati a dare corpo a emozioni che non hanno perso la loro attualità.
L’esposizione, promossa dalla Fondazione Bideri per il 150° anniversario della nascita del poeta, sarà inaugurata sabato 10 ottobre alle 11.30 alla Galleria HDE Martucci, in via Giuseppe Martucci 64, a Napoli. In mostra, 23 ritratti inediti accostati alle canzoni di Russo, in un percorso che invita a rileggere un autore spesso confinato nell’immaginario sentimentale della tradizione partenopea. L’ingresso è gratuito.
Al centro del progetto ci sono ventitré fotografie inedite, costruite attorno alle canzoni di Russo, e una selezione di rari spartiti che restituiscono la materialità di un repertorio nato tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento. Non una semplice celebrazione della canzone classica napoletana, ma un tentativo di sottrarre i suoi versi alla dimensione del ricordo, per mostrarne la capacità di parlare ancora al presente.L'ingresso è gratuito. La mostra sarà visitabile dal martedì al sabato, dalle 17 alle 20.
Non illustrare le canzoni, ma dare un volto alle paroleIl tratto distintivo di «InVersiVisioni» è il rapporto tra fotografia e testo. Piccirillo non cerca di ricostruire la Napoli di un secolo fa, né di rivestire le canzoni di un'estetica d'epoca. La sua scelta è più radicale: affidare ai volti dei soggetti fotografati il compito di restituire le emozioni contenute nei versi. «Quando mi sono avvicinato a Vincenzo Russo, non volevo fare un'operazione nostalgica: le sue parole hanno un'efficacia espressiva che prescinde dal tempo in cui sono state scritte», spiega il fotografo. L'obiettivo, racconta, era liberare quei........
