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Edgar Morin: più che la lotta del nuovo contro il vecchio, conta l’amore

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05.06.2026

«Edgar Morin era l’umanesimo fatto persona»: con queste parole il presidente Emmanuel Macron ha commentato la scomparsa del grande filosofo e sociologo francese, morto lo scorso 29 maggio 2026 all’età di 104 anni. «Ha vissuto il secolo, illuminandolo» ha aggiunto l’ex presidente François Hollande. Dunque Morin – il cui vero cognome era Nahoum, ma in vita aveva mantenuto quello che era stato l’appellativo di battaglia adottato partecipando alla Resistenza al nazismo – era di nazionalità francese, ma è stato un cittadino del mondo, con molte radici: figlio di ebrei sefarditi immigrati a Parigi, si definiva «figlio della Terra-Patria», considerando che gli esseri umani, pur divisi da nazionalità, culture e religioni diverse, condividono lo stesso destino terrestre. Questa appartenenza comune dovrebbe diventare coscienza politica ed etica di tutti, con una visione che porti a «riconoscersi come una comunità di destino planetaria», la sola che può affrontare i problemi dell’economia e del lavoro, delle guerre, della fame, del clima, dell’educazione… Benvenuta «globalizzazione»........

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