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Prealpi trevigiane, la montagna rinasce: arrivi in crescita del 10 per cento

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25.08.2026

Una terrazza naturale sospesa tra la pianura e la montagna bellunese, punteggiata da malghe, casere e attraversata dalle antiche vie che collegavano i pascoli al fondovalle. Dal massiccio del Grappa al Cansiglio, passando per il Cesen e il passo San Boldo, si snoda l’arco delle Prealpi trevigiane, intatte nella loro bellezza e custodi delle ultime tracce di un passato rurale.

Nell'ultimo anno le Terre Alte hanno registrato 403.478 arrivi ( 10,0%) e 842.012 presenze, 9,6% rispetto all'anno precedente. In tre anni (2022–2025) gli arrivi sono cresciuti di oltre il 31% e le presenze di quasi il 28%, con una progressione che accelera anno dopo anno. Circa la metà degli arrivi (49%) e oltre la metà delle presenze (56%) sono di turisti stranieri: il primo mercato è l'Austria, poi la Germania.

L’area era nota come “la montagna dei trevigiani” e dagli anni Sessanta, fino alla chiusura dell’impianto sciistico sulle Pianezze nel 1987, era la meta invernale più gettonata del Veneto orientale.

Dal declino alla riscoperta

Il cambio delle abitudini dei trevigiani, più attratti da altre destinazioni, e il progressivo abbandono di prati e pascoli, hanno accelerato un processo di decadenza, esponendo il territorio allo spopolamento e al rimboschimento.

Fino a 50........

© Tribuna di Treviso