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Come è desolante il presente del calcio italiano

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23.02.2026

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Come è desolante il presente del calcio italiano

Avete presente quando uno va all’estero per lavoro e si ritrova pesce fuor d’acqua perché tutti parlano una lingua comune (a cominciare dall’inglese), mentre lui abbozza? Ecco, è la stessa sensazione avuta alla ripresa del cammino in Champions League, con la fase a spareggio. Tutte le grandi possiedono un idioma comune, le italiane no. E balbettano. L’esito è stato disastroso, con sconfitte ampie non solo sul piano del risultato per Inter, Juventus e Atalanta.

Le sconfitte di Inter, Juventus e Atalanta

I nerazzurri hanno sì colpito due pali, ma hanno incassato tre reti (a una) dal Bodo Glimt, con una difesa – a cominciare da quell’Acerbi che si premurava di farci sapere che aveva rifiutato la convocazione in Nazionale – fatta a fette da un solido norvegese (Fet), da uno scarto del Milan (Hauge) e da un centravanti pagato 700mila euro due anni fa allo Stabaek (Hogh). Grandi lamentele per le condizioni del campo e tutti a dire: ma lì anche il City aveva perso 3-1. Peccato che, prima di quel 30 gennaio, i padroni di casa avessero incassato un pari e due sconfitte, tra cui il 2-3 dalla Juventus.

I bianconeri, per l’appunto. A Istanbul sono riusciti nell’impresa di subire 4 gol nel secondo tempo dopo essere andati in vantaggio 2-1 all’intervallo. Mattatore quel Lang preso per i fondelli dopo i primi 45′ da un collega (lo abbiamo ascoltato con le nostre orecchie). Grossomodo: «Se Conte non l’ha tenuto a Napoli, un motivo ci sarà stato». Risultato? Doppietta per il Galatasaray ai danni di una Juventus squagliatasi come neve al sole nella bolgia dello stadio, a conferma di una mancanza complessiva di personalità.

Infine l’Atalanta. Vero che il Dortmund si sta proponendo come seria alternativa al Bayern in Bundesliga e che giocare al Westfalenstadion non è mai semplice. Ma prendere un gol dopo appena tre minuti, e in quel modo, e l’altro poco prima dell’intervallo non è un bel segnale di concentrazione.

Gli exploit individuali degli anni passati

Ora tutto si decide in casa la settimana prossima e, in attesa di essere smentiti, con l’Inter quale unica seria candidata alla rimonta, sempre che il Galatasaray non si senta troppo sicuro di sé e il Dortmund non confermi la propria fama di squadra “allegra” nella fase difensiva. La speranza è che non succeda quanto avvenuto la passata stagione, con Atalanta, Juventus e Milan eliminati ai playoff. Ma un anno fa l’Inter era passata subito agli ottavi, mentre il Napoli campione d’Italia è già stato fatto fuori nella fase a campionato. E questo dà il senso della misura del calcio italiano.

Vero, l’Inter è andata in finale di Champions (con sconfitte) nel 2023 e nel 2025. Ma, prima del derby milanese in semifinale sempre in quel 2023, nelle due annate precedenti non avevamo condotto una squadra ai quarti. Vero, nelle altre coppe abbiamo vinto con l’Atalanta nel 2024 (Europa League) e Roma nel 2022 (Conference League, con la Fiorentina in finale nelle due annate successive). Però resta sempre l’impressione di exploit individuali più che forza di un movimento. Quello che ha permesso, per esempio, all’Inghilterra di avere quest’anno sei squadre in Champions tra ranking e vittorie in altre coppe: cinque sono passate direttamente agli ottavi e l’ultima lo farà, visto il 6-1 del Newcastle in casa del Qarabag, per una versione della Premier in versione continentale. Altro che Brexit.

Aspettando gli spareggi per il Mondiale

Un ranking in cui l’Inghilterra sta dominando per confermare le cinque squadre in Champions. Noi ci eravamo riusciti nella prima edizione della formula a campionato (il Bologna si era aggiunto alle quattro già citate). Oggi ci ritroviamo dietro anche a Germania, Portogallo e Spagna, per un quinto posto che definisce la misura del nostro calcio. Un calcio che tra le confortevoli mura di casa vive sulle eterne polemiche di Inter-Juventus e sui colpi di testa degli allenatori, mentre la stampa sportiva non esce dal recinto del tifo e quella televisiva è una continua (e maldestra) esaltazione urlata di giocatori che in altre realtà farebbero fatica a trovare spazio.

Ci sarebbe una Lega Serie A deputata alla crescita del movimento, ma la mancata trasferta in Australia per Milan-Como è l’ultimo squillo di una dirigenza invece ben disposta a farsi inquadrare quanto prima quando si siede in uno stadio. Un confronto internazionale desolante, che non induce a pensieri positivi in vista degli spareggi qualificazione per evitare di saltare il terzo Mondiale consecutivo. In campo giovedì 26 marzo a Bergamo con l’Irlanda del Nord, quindi l’eventuale finale con una tra Galles e Bosnia Erzegovina martedì 31. Sarà la Settimana Santa che conduce a Pasqua, dovremo essere credenti fino in fondo.

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