Si può pianificare quanto si vuole, ma il calcio è favola e sorpresa
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Il Deserto dei Tartari
Si può pianificare quanto si vuole, ma il calcio è favola e sorpresa
La nazionale italiana è stata eliminata ai play off per i Mondiali di calcio 2026 e non potrà partecipare, per la terza volta di seguito, alla fase finale del torneo. I commenti che vorrebbero mettere a fuoco le cause dell’infelice risultato sono tutti improntati al ritornello “il sistema è marcio”, “bisogna ricostruire il sistema dalle fondamenta”, “ci vuole una riforma del calcio italiano”, “la nostra organizzazione è profondamente sbagliata”, “serve un progetto di rinnovamento”.
Tutti a insistere sulla dimensione sistemica del fallimento, tutti a dibattere di metodo, di pianificazione, di organizzazione, di meccanismi che consentirebbero di avere una Nazionale che si qualifica ai Mondiali. Dimenticando che nel calcio, come nella vita, a decidere del destino di un progetto molto spesso è un evento imprevisto. Un avvenimento può sempre cambiare tutto in qualsiasi momento, può imprimere una direzione al futuro che senza di esso sarebbe stato diverso. E un avvenimento non lo organizzi, non lo pianifichi, non lo produci grazie a un sistema: è un evento unico, puntuale, irripetibile.
L’espulsione di Bastoni e l’Italia fuori dai Mondiali
A decidere dell’esclusione dell’Italia dal Mondiale di calcio è stato un avvenimento infausto: al 41° minuto del primo tempo il difensore italiano Bastoni entra alla disperata da ultimo uomo sull’attaccante bosniaco Memic e lo........
