I tre errori all’origine di questa guerra e i poveri iraniani sacrificati due volte
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I tre errori all’origine di questa guerra e i poveri iraniani sacrificati due volte
La guerra è una di quelle cose rispetto alle quali, contrariamente alla famosa osservazione di Alessandro Manzoni, buon senso e senso comune convergono: tutti sanno che è meglio non cominciarne una, perché si sa come inizia ma non si sa come finirà. Ha scritto Winston Churchill in My Early Life:
«Lo statista che cede alla febbre della guerra deve rendersi conto che, una volta dato il segnale, egli non è più il padrone della politica, ma lo schiavo di eventi imprevedibili e incontrollabili».
«Lo statista che cede alla febbre della guerra deve rendersi conto che, una volta dato il segnale, egli non è più il padrone della politica, ma lo schiavo di eventi imprevedibili e incontrollabili».
Eppure nonostante tutti gli ammonimenti le guerre scoppiano, e il loro andamento quasi mai coincide coi piani di chi le ha iniziate. Scoppiano per cause prossime e remote che non è mai troppo difficile individuare, e che hanno a che fare con la mancanza di buon senso.
Le cause del conflitto
Nel caso che è sotto i nostri occhi atterriti – l’offensiva israelo-americana contro la Repubblica islamica dell’Iran e le rappresaglie iraniane su tutto il Medio Oriente – le cause remote e quelle prossime coincidono quasi alla perfezione. La vocazione martiriale e jihadista dell’Iran degli ayatollah che trova nella guerra contro l’Occidente (di cui Israele sarebbe l’avamposto) la sua ragion d’essere, la questione palestinese mai affrontata con sufficienti coraggio e lungimiranza da parte di Israele dopo l’assassinio di Yitzhak Rabin, la tracotanza prometeica degli Stati Uniti che........
