La polemica sull’Ice alle Olimpiadi di Milano-Cortina è strumentale e insensata
I Giochi olimpici, come tutti i grandi eventi soprattutto mediatizzati, sono uno dei rischi maggiori da gestire. Soprattutto in un contesto di diffuso conflitto globale, dove le minacce ibride si manifestano in particolare nelle opportunità. Per questo la sicurezza dei grandi eventi sportivi è da tempo affrontata sulla base di accordi internazionali e di procedure ben rodate, che prevedono il coinvolgimento delle forze nazionali nella “protezione vicina” ma sempre sotto direzione e coordinamento nazionale.
In questo contesto, le recenti polemiche sulla presenza dell’Ice tra i provider di sicurezza Usa è speciosa. Io stesso ho più volte scritto della criticità delle pratiche utilizzate da Ice, in questi mesi, negli Stati Uniti (la United States Immigration and Customs Enforcement, l’agenzia federale statunitense responsabile del controllo della sicurezza delle dogane e dell’immigrazione è al centro del dibattito per le violenze di Minneapolis). Ma questo nulla ha a che vedere con il ruolo securitativo che Ice è legittimante chiamata a esercitare da parte della autorità da cui dipende. Un ruolo che prevede l’impiego della propria agenzia investigativa, che da anni lavora all’interno delle rappresentanze diplomatiche statunitensi nei vari paesi: nulla a che vedere con la visione mediatizzata di questi giorni.
Agenti federali anti-immigrazione in azione a Minneapolis (foto Ansa)
La polemica sull’Ice alle Olimpiadi di Milano è politica
La messa in questione della presenza dell’Ice alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 ha........
