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Tutte le contraddizioni della sinistra del “sì, ma”

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05.02.2026

Per gentile concessione dell’autore ripubblichiamo un articolo di Antonio Gozzi apparso su Piazza Levante.

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In un bell’articolo di qualche giorno fa Claudio Cerasa su Il Foglio sottolineava la debolezza e l’ambiguità della sinistra quando si affrontano certi argomenti. È la sindrome del “sì, ma”. Una sindrome che, per timore di perdere voti a sinistra, spinge quello schieramento, su tutta una serie di temi che si elencheranno, a non prendere mai una posizione chiara e ben definita.

È cosi in moltissimi casi, ormai: quando si parla di forze dell’ordine e della loro difesa dagli assalti degli estremisti dei centri sociali, come è avvenuto ancora sabato scorso a Torino; quando si parla di politica estera e in particolare di Ucraina e Medio Oriente; quando si parla di antisemitismo, di giustizia, di pensioni e finanche di libertà di espressione e di stampa (vedi, sempre a Torino, l’assalto alla sede de La Stampa).

Naturalmente non stiamo parlando dei moderati e dei riformisti, che però, ahimè, sono ormai pochini dentro e fuori il PD; ma di chi conta e comanda veramente a sinistra, e cioè la maggioranza del PD con a capo Elly Schlein, il M5S con a capo Giuseppe Conte, e AVS di Fratoianni e Bonelli.

Si tratta di una sinistra radicale la cui radicalità non affonda però in una robusta cultura politica e in un vero insediamento sociale, come storicamente è stato per il PCI; è caratterizzata da una sorta di populismo da social del nuovo millennio che si muove senza proporre una chiara visione e un progetto di società, ma reagisce alle azioni degli altri sempre secondo la........

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