Napoli, la “capitale porosa” che racconta la sua storia
C’è una parola che più di ogni altra definisce Napoli sin da quando Walter Benjamin la scorse tra i vicoli nel 1924: porosità. Per il filosofo berlinese, Napoli era la città dove il confine non esiste, dove il privato invade la strada e la roccia di tufo si confonde con l’intonaco delle case. Oggi, a un secolo di distanza, quella porosità ha compiuto un salto quantico, trasferendosi dal piano urbanistico a quello simbolico. Napoli non è più solo una città da abitare; è diventata l’epicentro di un terremoto creativo che sta scuotendo le fondamenta dell’immaginario globale.Siamo nel pieno di una esposizione mediatica senza precedenti. Dalle pagine di........
