Per battere il record della Meloni, occorre una riforma costituzionale
Da tre giorni, Meloni (prima donna premier della storia d’Italia, per di più partendo da destra) ha battuto il record di longevità dei governi della storia repubblicana, scavalcando il Berlusconi II. E ciò che più conta è che si tratta anche del primo ad essere nato all’apertura della legislatura e ad arrivare fino alla sua conclusione.
Un evento, insomma, non di poco conto. Anzi! Si pensi che dalla proclamazione ufficiale della Repubblica (1946) a Palazzo Chigi si sono susseguiti 68 governi, con una durata media che non ha mai superato i 14 mesi. Che, se raffrontati agli oltre 4 anni dell’attuale esecutivo, il cui mandato si concluderà nel 2027, sono ben poca cosa.
Sicché anche il record è destinato ad allungarsi, almeno fino a quando il presidente della Repubblica non firmerà il decreto con la data del voto per le prossime politiche. E va anche detto che potrà essere eguagliato, ma non superato. A meno che una riforma costituzionale non preveda l’allungamento della legislatura.
Meloni e gli alleati, quindi, di ragioni per essere soddisfatti e dire grazie ai cittadini ne avevano a iosa. Mentre, di contro - e proprio per questo - la sinistra ne aveva almeno altrettante per provare a rovinargli la festa. E, per farlo, avevano provato a convocare associazioni e movimenti antigoverno presso l’area del porto di Bari perché........
