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Bonaccini, se parlasse di meno, avrebbe certamente più ragioni

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31.08.2026

«Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l’eterno dolore, per me si va tra la perduta gente». Sono i tre versi d’apertura del Canto III dell’Inferno dantesco. Ma potrebbero anche essere quelli che – vistone i contenuti – aprono il programma politico, obiettivamente improponibile, del generale Vannacci, fondatore e leader di Futuro Nazionale, per le politiche del 2027. I cui punti fondamentali sono: il “no all’aborto che – a suo dire – non è un diritto” e “alle unioni civili”, “alle coppie di fatto” e “l’educazione militare a scuola”.

A questo punto, il centrodestra si vedrà costretto definitivamente a scegliere fra Vannacci “no” o Vannacci “sì”, ovvero se andare avanti lungo la strada che porta al futuro e che, ieri, ne ha consentito la larga vittoria alle politiche del 2022 e, oggi, di essere alla vigilia (4 settembre 2026) della conquista del record di governo più longevo della storia repubblicana, superando i 1.412 giorni dell’esecutivo Berlusconi II. Per poi cominciare a pensare seriamente all’appuntamento elettorale per le politiche 2027, con ottime chance di fare il bis. E uno dei punti principali su cui riflettere sarà proprio quello rappresentato da FN. Sicché – a mio modestissimo avviso –........

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