Bonaccini, se parlasse di meno, avrebbe certamente più ragioni
«Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l’eterno dolore, per me si va tra la perduta gente». Sono i tre versi d’apertura del Canto III dell’Inferno dantesco. Ma potrebbero anche essere quelli che – vistone i contenuti – aprono il programma politico, obiettivamente improponibile, del generale Vannacci, fondatore e leader di Futuro Nazionale, per le politiche del 2027. I cui punti fondamentali sono: il “no all’aborto che – a suo dire – non è un diritto” e “alle unioni civili”, “alle coppie di fatto” e “l’educazione militare a scuola”.
A questo punto, il centrodestra si vedrà costretto definitivamente a scegliere fra Vannacci “no” o Vannacci “sì”, ovvero se andare avanti lungo la strada che porta al futuro e che, ieri, ne ha consentito la larga vittoria alle politiche del 2022 e, oggi, di essere alla vigilia (4 settembre 2026) della conquista del record di governo più longevo della storia repubblicana, superando i 1.412 giorni dell’esecutivo Berlusconi II. Per poi cominciare a pensare seriamente all’appuntamento elettorale per le politiche 2027, con ottime chance di fare il bis. E uno dei punti principali su cui riflettere sarà proprio quello rappresentato da FN. Sicché – a mio modestissimo avviso –........
