Un folle per amico: i sogni ribelli di Guido Keller
Immaginate un uomo che sfida la morte recitando Shakespeare nell’abitacolo di un aereo in volo di guerra, oppure nudo su un albero, con un'aquila al fianco, ribelle contro tutte le catene del conformismo.
È Guido Keller, nato a Milano nel 1892 da nobile stirpe elvetica. Keller è questo e molto di più: un anticonformista ardito, coltissimo come un umanista rinascimentale, carismatico come pochi. Espulso da un collegio svizzero per indisciplina, rifiuta la vita borghese e diventa aviatore civile, conquistando il brevetto con talento fulminante. proprio alla vigilia della Grande Guerra.
Allo scoppio del conflitto, Keller diventa leggenda nei cieli. Pilota della squadriglia di Francesco Baracca, gli "Assi", vola in pigiama e babbucce, fez in testa, un teschio come portafortuna, sorseggiando tè con biscotti mentre abbatte nemici. La cocaina lo tiene vigile, come accade a tanti piloti di guerra dell’epoca, ma è il suo sprezzo del pericolo a renderlo invincibile: oltre 40 combattimenti, spesso solitari, contro intere squadriglie, tre medaglie d'argento al valor militare che disdegna di esibire.
Legge Leopardi e........
