Sono uguali alle vere le carceri invisibili che noi costruiamo
Ci sono luoghi in cui il pensiero arriva dopo. Prima arriva il corpo, lo spazio, il rumore che non fa rumore.Al carcere di Secondigliano si entra così: senza enfasi, senza coscienza piena. Come se una parte di te restasse fuori, e un’altra - più silenziosa - fosse costretta ad avanzare.Le croci scalfite sui muri non sono simboli, sono residui. Tracce di un passaggio umano che non chiede di essere interpretato, ma solo riconosciuto. È lì che la mia ombra si muove, più che il mio corpo. Proiettata, quasi estranea.Cerco,........
