L’effervescenza intellettuale e il conformismo politico
Il progetto è stato coltivato a lungo. Il sogno è addirittura antico. Nel corso del tempo soltanto chi ha voluto negarla per motivi puramente ideologici si è ostinato a decretare l’inesistenza della cultura della destra in Italia.
Ma il progetto ed il sogno - nonostante l’ignoranza proterva di una sinistra senza miti e senza idee - non sono mai venuti meno, neppure quando, nell’oscurità mediatica, si elaboravano idee e generazioni di intellettuali si avvicendavano per tener desta, con mezzi a dir poco scarsi, ma tutt’altro che scadenti, quella cultura che contestava in radice il radicalismo progressista, il relativismo ottuso, il sistema della menzogna (soprattutto di marca socialcomunista).
L’idea lanciata da Mario Bozzi Sentieri (Il Manifesto culturale della destra) tra lo sconcerto degli orfani di una sinistra agonizzante nelle dimore dorate, dove si è rinserrata ad elaborare il lutto, rinasce a nuova vita, e finalmente se ne parla per l’ovvio motivo che quella cultura negletta non può essere più sottovalutata per il semplice fatto che è la cultura del governo del Paese o, almeno, l’ispiratrice, a grandi linee, della sua azione.
E che l’ “assalto”, come qualcuno lo qualifica, della destra culturale alle istituzioni formative è un atto che si consuma senza il permesso di alcuno, non mi pare davvero contestabile. La mitezza nella fattispecie non si addice al governo della destra che pur senza vantare egemonie che ripugnano al suo modo di essere imperniato attorno al civile concetto di pluralità (accidente storico mai condiviso a sinistra dove il disconoscimento dell’avversario si è sempre espresso come dileggio sistematico) .
E allora se l’elettorato ha deciso che questa parte di “infedeli” del conformismo e del pensiero unico debba prendersi quel che le spetta, non è un abuso, ma una naturale acquisizione di spazi nei quali praticare il dialogo ed il confronto, senza esclusive, senza arroccamenti, lontani da ubbie vetero-gramsciane o neo-globaliste.
Le donne e gli uomini che si riconoscono qualche qualità ed operano nell’ambito della destra politica è fin troppo logico che non avranno l’impudicizia di certi politici del centrodestra del passato che hanno lasciato in ogni dove chi vi avevano trovato, ereditandoli dalla sinistra che aveva riempito ministeri e anfratti underground del suo personale militante, sopratutto nei........
