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Autorità e libertà: “democrazia decidente”

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08.04.2026

“Democrazia decidente”: è il lamento delle democrazie al capolinea, quando non morenti. Un tempo la si invocava spesso, non  sempre appropriatamente. Poiché all’invocazione, allora come ora, sia pure sporadicamente, non si fanno seguire fatti coerenti. E così “decidente” resta la semplice qualificazione di un’idea astratta abbastanza da poterla riempire dei contenuti che si vuole. Eppure del bisogno di decisionismo, coniugato con una partecipazione effettiva, tutt’altro che retorica, dei cittadini alla politica e alle scelte della classe politica, si avverte un bisogno diffuso. Neppure i nostalgici dell’assemblearismo d’antan, gli avversari  strenui del principio di autorità, si azzardano più a mettere in discussione il concetto di decisione. Ci si rende conto che nelle società complesse la delega ha limiti talvolta insostenibili. E non si può fare a meno di attribuire ad organismi forti, coesi, consapevoli, legittimati democraticamente specificità tali da riportare al centro dell’attività politica la decisione sia pure, quando è il caso, preceduta da mediazioni che non ne inficino tuttavia l’applicazione.Le democrazie moderne stanno cercando da tempo la contemperanza dell’autorità con le istanze di libertà. Il decisionismo, prima come dottrina e poi come atteggiamento politico concreto, si situa quale punto di mediazione tra i due bisogni che caratterizzano l’organizzazione sociale e l’ordine civile. Se una tale tematica s’è fatta strada negli ultimi due decenni, pur fra numerose e comprensibili incertezze, si deve all’emergere del cosiddetto “pensiero realista” che dopo la fine delle sbornie egualitarie, dell’utopismo collettivista, dall’eresia antimeritocratica,  si è imposto, più nelle discussioni culturali che nel dibattito politico, a dire il vero. Tuttavia, nessuno più lo contesta come accadeva sull’onda dei postumi sessantottini. Al contrario, in poco più di trent’anni abbiamo assistito ad una fioritura senza precedenti di studi sul realismo politico e sugli autori che meglio lo hanno interpretato. Insieme con le opere degli scrittori rivoluzionario-conservatori dei........

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