L’istruzione delle donne salverà il mondo
Il XXI secolo vive l'apparente contraddizione per cui, mentre in molte economie avanzate, dall’Europa al Giappone, la denatalità è diventata una preoccupazione strutturale, il pianeta nel suo complesso continua a crescere a un ritmo che mette sotto pressione risorse naturali, ecosistemi, sistemi sistemi sociali e climatici.
La popolazione mondiale ha superato gli 8 miliardi di persone nel 2022 e, secondo le Nazioni Unite, potrebbe avvicinarsi ai 9,7 miliardi entro il 2050 se i trend attuali non verranno modificati. Non si tratta di una questione ideologica, ma fisica: un pianeta finito non può sostenere una crescita illimitata.
La sovrappopolazione raggiunge cioè soglie di guardia quando la crescita demografica supera la capacità delle società di trasformarla in sviluppo umano e quella dei sistemi naturali di assorbirne l’impatto. Le conseguenze sono già visibili.
Oltre il 40 per cento della popolazione mondiale vive in aree soggette a stress idrico; il consumo di suolo cresce più rapidamente della popolazione; le città dei Paesi a basso reddito si espandono spesso senza infrastrutture adeguate; la crisi climatica colpisce con maggiore violenza proprio le regioni a più alta densità demografica e a minore resilienza economica.
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