La Napoli di Manfredi tra criticità e ipocrisia
“Napoli sta vivendo un’attenzione internazionale senza precedenti, ma il successo diventa fragile quando non è governato”. Era il 2 dicembre dell’anno scorso e l’allora presidente dell’Unione Industriale di Napoli Costanzo Iannotti Pecci, in largo anticipo sulla scadenza del suo mandato, maggio 2026, in un lungimirante intervento-programma, apparso sul “Corriere del Mezzogiorno”, con questo significativo incipit indicò la traccia di un futuro auspicato e auspicabile per Napoli.
Racchiuso in un elenco di priorità e di consigli, da poter spianare ogni percorso, anche il più impervio: turismo e industria, decoro urbano, porto e aeroporto, credibilità istituzionale, Mostra d’Oltremare, Bagnoli senza ideologia, competitività e consapevolezza di potercela fare.
Tutti corredati da precise e ineludibili tappe. Una città moderna, per costituire un “circolo virtuoso”, deve poter essere una dimora efficace e piacevole per l’esercizio di attività qualificate, per il terziario che è stato e restala sua forza e per le richieste sempre più elevate. Napoli non lo è ancora perché la politica non recepisce.
Ancora troppe le........
