Giorgia Meloni a Vinitaly 2026: "Grazie al settore del vino per la capacità di stare sul mercato"
La premier Giorgia Meloni a Vinitaly presso la Fiera di Verona, 14 aprile 2026
Verona, 14 aprile 2026 – Il settore vitivinicolo “continua a darci enormi soddisfazioni con i suoi 14 miliardi all'anno di fatturato, in continua crescita anche nell'export. Nel vino siamo primi produttori, primi esportatori per quantità, secondi esportatori al mondo per valore ed è un settore che anche lo scorso anno, nonostante i dazi, ha continuato a crescere”.
Giorgia Meloni ha trascorso quattro ore al Vinitaly di Verona, stringendo mano ai produttori, scattando selfie con i visitatori e passando in diversi padiglioni, dal Lazio al Trentino, passando per Veneto e Marche. Accolta alle 11 dal presidente di Veronafiera Federico Bricolo, dal sindaco di Verona Damiano Tommasi e dal presidente del Veneto Alberto Stefani, è stata accompagnata in questo tour tra cantine, aziende e stand dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, dal neo ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e dal presidente di Ice, Matteo Zoppas.
“Il Vinitaly è la più straordinaria vetrina di una delle espressioni più incredibili del nostro Made in Italy – ha proseguito il presidente Meloni –. Chiaramente è un settore che oggi ha bisogno di essere sostenuto, a maggior ragione in questa situazione molto complessa e per noi molto attenzionata”, in riferimento alla situazione in Medio Oriente e alle crisi geopolitiche.
Stati Uniti, Israele, Papa e Unione europea sono stati alcuni dei temi toccati in un punto stampa all’ingresso del Vinitaly. Con Israele sono stati infatti congelati gli accordi di Difesa. “La decisione di sospendere il rinnovo automatico dell’intesa è stata presa in considerazione dell’attuale situazione”, ha spiegato la presidente del Consiglio.
“Le dichiarazioni sul pontefice di Trump sono state inaccettabili. Esprimo la mia solidarietà a Papa Leone”, ha poi proseguito la premier, con la risposta del tycoon che non si è fatta di certo attendere. In chiave Ue, la sospensione del Patto di stabilità “potrebbe aiutare. L'Unione europea non dovrebbe sottovalutare l'impatto che la crisi potrà avere” e “muoversi troppo tardi è un enorme errore di valutazione”, ha insistito Meloni.
Poi il tour, dialogando con il governatore delle Marche Francesco Acquaroli, brindando con il presidente del Veneto Stefani e pranzando al ristorante 'Eccellenze Piemontesi' dove è stata accolta dal governatore Alberto Cirio. Presente al Vinitaly anche il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini che però si è mosso individualmente nel suo percorso tra i padiglioni.
Cin cin di Prosecco Doc, un assaggio di Ferrari, un Leone in vetro murano come omaggio e un saluto ai produttori di cantine della Toscana, dell’Umbria e della Lombardia. “Un settore che va anche ringraziato per la capacità di stare sul mercato e continuare a reagire nonostante le difficoltà”, ha proseguito la premier Meloni.
Cori, “Brava Giorgia”, applausi, foto di rito e strette di mano continue, anche sotto la pioggia. Poi la ripartenza attorno alle 15, con un ultimo saluto ai ministri Mazzi e Lollobrigida e al padrone di casa Bricolo.
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