“Con l’AI rischio hiperwar, una guerra lampo incontrollabile. Scenari da incubo alla Terminator”
Un drone MQ-9 Reaper presso la base aerea di Ali al-Salem, a circa 60 chilometri a nord di Kuwait City
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Roma – Droni impazziti che sconfinano nei cieli a Est dell’Europa, un missile Tomahawk che nei raid di Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha compiuto una strage nella scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh. Errori collaterali, si dice, dell’Intelligenza artificiale nei conflitti. L’Ai è una risorsa, ma può anche rappresentare un alto rischio nei conflitti del terzo millennio.
Perfino Elon Musk, big boss di SpaceX avverte che si rischiano guai. “L'IA può essere molto pericolosa se dovesse prendere il controllo dei sistemi militari e, per dire, lanciare una bomba nucleare... Un primo argine può essere creato consentendo alle aziende del settore di testare i modelli delle altre per costituire un sistema di vigilanza reciproca”.
Uno che se ne intende è il professor Alberto Pagani, docente di geostrategie e storia del terrorismo, esperto di sicurezza e dominio cyber.
Ormai tutti gli eserciti applicano l’Ai alle tattiche di guerra, che rischi presenta la Laws (Lethal Autonomous Weapons Systems), armi in grado di selezionare e colpire bersagli senza l'intervento umano?
“Il rischio delle armi autonome è affidare a un algoritmo privo di etica e coscienza la decisione di uccidere, azzerando la responsabilità umana e rischiando di scatenare escalation incontrollabili alla velocità dei microprocessori”.
I sistemi d’arma Ai che percentuale........
