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Davanti a Putin, senza perdere lo sguardo del giornalista

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thursday

Un incontro esclusivo con il presidente russo diventa per Stefano Polli l’occasione per raccontare Putin senza filtri: dalle ragioni della guerra alle minacce all’Occidente, dalla Nato al rapporto con l’Italia, fino alla sfida per un nuovo ordine mondiale.

Ci sono incontri che, per un giornalista, rappresentano molto più di una semplice occasione professionale. Sono momenti nei quali la notizia coincide con l’esperienza personale, nei quali la distanza tra chi racconta e ciò che viene raccontato si riduce fino quasi a scomparire. È questo il punto di forza di Faccia a faccia con Putin di Stefano Polli, già vicedirettore dell’ANSA, un libro edito da Rubbettino che nasce da un’intervista di tre ore e mezza con Vladimir Putin, ma che in realtà racconta molto di più: un viaggio, una tensione, una responsabilità professionale e l’esperienza di un giornalista che si trova a poco più di un metro dall’uomo che ha modificato gli equilibri europei e internazionali. Polli non nasconde l’emozione dell’appuntamento. Racconta l’attesa, l’incertezza, la tensione e la consapevolezza di trovarsi davanti a un’occasione professionale irripetibile. Ma il vero valore del libro emerge quando l’esperienza personale lascia spazio al mestiere del cronista. Polli sa che Putin non è semplicemente un interlocutore: è un uomo di potere abituato a costruire una narrazione precisa, a controllare i tempi della comunicazione e a riportare ogni domanda dentro la propria interpretazione della storia. Per questo l’autore arriva all’intervista preparato. Ha studiato anche il precedente confronto di Putin con Tucker Carlson e comprende che con il presidente russo non servono domande generiche. Servono quesiti precisi, circostanziati, capaci di arrivare al punto. Il risultato è una conversazione nella quale Putin parla a lungo, senza appunti, con tono controllato, alternando freddezza, ironia e improvvisi e gelidi sorrisi.

Ed è proprio nelle sue parole che il libro trova il materiale giornalisticamente più interessante. Uno dei passaggi fondamentali riguarda l’origine della guerra in Ucraina. Putin respinge la ricostruzione secondo cui il conflitto sarebbe iniziato con l’invasione russa del febbraio 2022 e propone una lettura completamente diversa: «Tutti ritengono che sia........

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