La Nato cambia strategia: meno Boeing, più Saab, ma i missili restano americani
Con nuovi aerei radar e droni cresce il coinvolgimento dell’industria militare del Vecchio Continente ma staccarsi dagli Usa è impossibile. E neppure conviene.
Decisioni decisamente innovative quelle prese, in fatto di acquisizioni, al vertice Nato di Ankara: se da un lato gli alleati europei degli Usa dichiarano di volersi dotare di sistemi d’arma e mezzi costruiti in Europa, dall’altra per alcune forniture non possono che scegliere prodotti americani, come la Germania, che ha appena confermato l’acquisto di missili Tomahawk. Ma in quanto ad abbandonare fornitori storici qualcosa si muove: alcune nazioni si sono impegnate a rafforzare i loro sistemi d’allerta precoce abbandonando l’idea di comprare velivoli E-3A ed E-7 Awacs costruiti da Boeing scegliendo invece i Saab Globaleye e gli aerei da trasporto militare Airbus A400M. Per quanto riguarda il primo, si tratta comunque di un velivolo costruito da Bombardier (quindi sempre americano, seppur canadese, e non statunitense), che nasce come aereo........
