Caldo estivo, ecco come raffreddare le città (senza trascurare l’ambiente)
Sono decine i progetti in corso nel mondo per mitigare la canicola. Ma non tutti si sono rivelati efficaci perché ogni città è diversa dalle altre. Certo è che è inutile creare eco-ansia e anche gridare all’emergenza
Cinque giorni di canicola e tornano a scatenarsi le cassandre della crisi climatica. Accusano i negazionisti, il governo, persino chi incontrano per la strada a bordo di un’auto un po’ datata; cercano (riuscendoci anche) di creare quella nuova malattia che viene chiamata eco-ansia, soprattutto nelle classi di cittadini più fragili, facilmente impressionabili, arrivando infine a generare ondate d’invidia sociale. La colpa, ovviamente, secondo loro, sarebbe di chi è abbastanza abbiente da possedere un condizionatore d’aria, di chi usa l’automobile per andare a lavorare oppure sopporta il caldo senza farsi prendere dal panico.
Cosa servirebbe davvero per mitigare il caldo estivo
Tutti bravi ad allarmare, meno a prendere decisioni veramente utili a mitigare il caldo, soprattutto nelle città. Si parla di aumentare il verde, ma poi alberi e prati vanno scelti bene, curati, e questo aumenta le spese. Servirebbero più piscine all’aperto, ma non se ne costruiscono da decenni; meno asfalto e più erba, ma poi anche le strade che divengono pedonali finiscono per essere piastrellate, seppur magari con elementi atermici (che non diventano troppo caldi). Sarebbero utili anche opere di ingegneria naturalistica, come giardini della pioggia e trincee drenanti, che raccolgono e filtrano........
