Aeroporti, il popolo silenzioso (troppo spesso dimenticato) che rende possibili i nostri viaggi
Dietro lo sciopero degli addetti aeroportuali c’è un lavoro fatto di turni, salari inadeguati alla vita nelle città degli aeroporti trafficati e, per i tecnici, una formazione lunga e impegnativa
C’è un popolo di lavoratori dei quali ci si accorge soltanto quando scioperano. Ogni volta che ci rechiamo in aeroporto per un viaggio, loro sono già lì da ore: in estate, inverno, con il sole, la pioggia o la neve, eseguono controlli, fanno funzionare le macchine che smistano i bagagli, instradano o ripuliscono gli aeroplani e, se sono state segnalate avarie o malfunzionamenti, gli specialisti, tecnici certificati, se ne prendono cura. Una regola del trasporto aereo dice, infatti, che se un aeroplano vola produce reddito; se resta fermo, genera soltanto costi. E questo significa che non c’è mai tempo da perdere. Non parliamo degli equipaggi, bensì di tutte le altre figure per le quali l’aeroporto è il posto di lavoro.
Lo sciopero di chi fa funzionare gli aeroporti
Lavorano su........
