Pil e occupazione smentiscono i gufi: i numeri sbugiardano Renzi e Schlein
L’Istat fotografa un’Italia in crescita nel primo trimestre 2026. Pil a 0,3% e record storici per l’occupazione smentiscono la retorica della crisi.
Che fine hanno fatto i professionisti del disastro? Quelli che parlando di economia scuotono la testa, sospirano, annunciano la sciagura imminente e poi, già che ci sono, prenotano un posto in prima fila al funerale.
Solo che il funerale, ancora una volta, è stato rinviato. E i becchini della sinistra si ritrovano con la pala in mano e la faccia lunga. Perché i numeri, quei fastidiosi segni che non leggono i talk show e non frequentano i salotti buoni raccontano un’altra storia. Raccontano che l’Italia, nel primo trimestre del 2026, cresce più del previsto. Piano? Certo. Con prudenza? Ovvio. Ma cresce. E soprattutto cresce mentre da mesi l’opposizione dipingeva un Paese sull’orlo della carestia, una specie di Venezuela con le sagre di paese e il Parmigiano Reggiano.
Istat certifica il rialzo del Pil oltre le scommesse dell’opposizione
Giuseppe Conte, il 26 maggio a È sempre Cartabianca sentenziava: «Questo governo in quattro anni non è riuscito a presentare una misura di crescita vera». Matteo Renzi, dal suo osservatorio del catastrofismo permanente, scriveva su X subito dopo il referendum:........
