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Da Fusignano al tetto del mondo Sacchi, 80 anni da rivoluzionario

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31.03.2026

Il compleanno dell’uomo che ha cambiato il calcio italiano: tutto iniziò a Rimini a metà anni ’80 in serie C, poi il Parma e quella vittoria col Milan a San Siro in coppa Italia che conquistò Silvio Berlusconi. Una vita controcorrente e il rapporto particolare con Trapattoni: litigavano col giardiniere di San Siro per l’ampiezza del campo

Come può un uomo che nasce in un piccolo paese della Romagna rivoluzionare il calcio italiano che dal suo avvento non è più lo stesso? Può. Con lavoro, applicazione, studio e intelligenza. Tanti auguri ad Arrigo Sacchi che domani (1 aprile ma non è uno scherzo) festeggia 80 anni. Non sappiamo se Arrigo è stato il più bravo allenatore italiano di tutti i tempi, ma di sicuro nessuno come lui ha diviso la critica e i tifosi. Amatissimo od odiatissimo, mai banale e divisivo come nessuno. Ha alzato i trofei più importanti alla guida del Milan (due coppe dei Campioni, due Intercontinentali e due Supercoppe) eppure ha vinto un solo scudetto (1988) alla guida dei rossoneri, ma nella sua bacheca c’è anche un titolo Primavera con il Cesena (1982) e un campionato di serie C1 con il Parma (1986) e da c.t. della Nazionale azzurra ha sfiorato il titolo mondiale nel 1994 perdendo ai rigori la finale contro il Brasile a Pasadena.

La prima svolta nella vita di allenatore di Arrigo Sacchi è nell’estate del 1985. Ha appena chiuso al quarto posto la stagione con il Rimini........

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