Garlasco, dall’archiviazione di Venditti al futuro di Sempio e Stasi: tutte le novità sul delitto di Chiara Poggi
Il caso Garlasco torna al centro dell’attenzione con l’archiviazione dell’inchiesta per corruzione sull’ex procuratore Mario Venditti, gli sviluppi delle indagini su Andrea Sempio e l’attesa per la possibile revisione del processo ad Alberto Stasi. Ecco che cosa è emerso e quali interrogativi restano aperti
Il caso Garlasco continua a svilupparsi lungo più fronti giudiziari, tra accertamenti ancora in corso, nuovi elementi da valutare e vicende parallele che riportano l’attenzione sulle indagini condotte dopo l’omicidio di Chiara Poggi. La novità più rilevante della settimana riguarda l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, la cui posizione è stata archiviata nell’inchiesta per corruzione legata al primo procedimento su Andrea Sempio, mentre resta aperta la nuova indagine sull’omicidio e continua il confronto tra le difese di Sempio e Alberto Stasi, condannato in via definitiva per il delitto. Sullo sfondo rimangono gli accertamenti scientifici, le valutazioni sulle prossime mosse della Procura di Pavia e la prospettiva di una revisione del processo che potrebbe rimettere in discussione la ricostruzione giudiziaria dell’omicidio, senza che, allo stato attuale, sia intervenuta una decisione capace di modificare la condanna definitiva.
L’archiviazione di Mario Venditti: cade l’accusa di corruzione, ma il fascicolo resta aperto
La notizia giudiziaria più importante è arrivata da Brescia, dove il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta della Procura di archiviare la posizione di Mario Venditti, l’ex procuratore aggiunto di Pavia che era stato indagato con l’accusa di corruzione in atti giudiziari per aver presumibilmente ricevuto denaro in cambio di un intervento favorevole ad Andrea Sempio. Al centro degli accertamenti c’era la prima indagine sull’amico del fratello di Chiara Poggi, conclusa con un’archiviazione, e il sospetto che quella decisione fosse stata condizionata da un accordo illecito con la famiglia dell’indagato.
L’ipotesi accusatoria aveva preso forma anche attraverso il ritrovamento di un appunto manoscritto nell’abitazione dei genitori di Sempio, nel quale comparivano il nome di Venditti, un riferimento all’archiviazione e alcune cifre che gli investigatori avevano inizialmente interpretato come possibile indicazione di una somma destinata al magistrato. Gli approfondimenti successivi, tuttavia, non hanno consentito di trovare riscontri sufficienti a sostenere l’accusa nei suoi confronti: non sono emerse prove di un accordo corruttivo, di passaggi di denaro a suo favore o di contatti con la famiglia Sempio e i suoi difensori al di fuori delle sedi istituzionali.
L’archiviazione riguarda la posizione di Venditti e non equivale, però, alla chiusura dell’intera vicenda. Gli atti dell’inchiesta sulla presunta corruzione saranno trasferiti alla Procura di Pavia, dove proseguiranno gli approfondimenti su eventuali responsabilità di altre persone, mentre Giuseppe Sempio, padre di Andrea, risulta ancora indagato nell’ambito dello stesso filone. Sarà quindi necessario capire se gli elementi raccolti potranno sostenere un’ipotesi di reato diversa da quella inizialmente formulata nei confronti dell’ex magistrato oppure se gli ulteriori accertamenti porteranno a un ridimensionamento complessivo della vicenda.
Venditti, intervenuto a Quarto Grado dopo la decisione dei giudici, ha ribadito la propria estraneità alle accuse e ha sostenuto che il denaro movimentato dalla famiglia fosse destinato agli avvocati, facendo riferimento alle dichiarazioni rese dai professionisti ascoltati durante le indagini. Si tratta della ricostruzione dell’ex magistrato, che non modifica il dato giudiziario........
