Salma Hayek Pinault: «La vendetta non guarisce. Con Angelina Jolie ho riaperto ferite che avevo dimenticato»
L’attrice ci racconta su Zoom Without Blood, il film di Angelina Jolie tratto da Senza sangue di Alessandro Baricco: il trauma di Nina, il perdono, l’amicizia con Jolie e le ferite personali riemerse sul set.
Per prepararla a Without Blood, Angelina Jolie ha chiuso Salma Hayek in una stanza completamente bianca, senza oggetti, senza battute e senza indicazioni precise, chiedendole di immaginare e vivere la parte della vita di Nina trascorsa in manicomio. Hayek è rimasta lì per quasi due ore, improvvisando qualcosa che non sarebbe necessariamente finito nel film ma che da quel momento avrebbe definito il personaggio, e quando è uscita da quella stanza non aveva soltanto trovato la donna che avrebbe dovuto interpretare, perché quel lavoro aveva cominciato a riportare alla superficie anche parti della propria vita che pensava di avere lasciato molto più indietro.
È probabilmente questo il punto da cui partire per capire cosa abbia significato Without Blood per Salma Hayek, perché mentre racconta Nina, il trauma che continua a riportarla allo stesso momento della sua esistenza, la rabbia, la vendetta e la possibilità del perdono, l’attrice finisce inevitabilmente per raccontare anche se stessa, dalle ferite dell’infanzia che durante le riprese sono tornate improvvisamente a galla al dolore mai completamente risolto per i femminicidi di Ciudad Juárez. Al centro di tutto c’è Angelina Jolie, non soltanto la regista che le ha chiesto di spingersi in territori che a volte Hayek stessa considerava quasi impossibili, ma l’amica capace di restarle accanto quando il confine tra il lavoro sul personaggio e qualcosa di molto più personale ha cominciato a diventare sottile.
Panorama: Prima di arrivare a Nina, vorrei partire proprio da Angelina Jolie. Vi eravate già incontrate, ma quando è nata davvero la vostra amicizia?
Credo di aver incontrato Angie qualche volta di sfuggita in passato, forse a una festa, ma avevamo soprattutto un’amica in comune, una donna che non ha nulla a che fare con questa industria, un’attivista, un’autrice e una femminista, che continuava a dire separatamente a entrambe che avremmo dovuto conoscerci e diventare amiche. Nessuna delle due voleva forzare quella cosa, poi abbiamo lavorato insieme in Eternals, ci siamo incontrate al Comic-Con e questa nostra amica è venuta anche a trovarci sul set, ed è stato lì che il rapporto ha davvero cominciato a crescere. Lavorando insieme ci siamo rese conto di avere un modo di comunicare diverso da quello che avevamo con gli altri, capivamo molto rapidamente come risolvere le cose e soprattutto ci comprendevamo in maniera molto organica, e da allora è diventata un’amicizia vera, una relazione in cui non stai cercando una transazione o pensando a quello che l’altra persona potrebbe fare per te, perché tra noi ci sono una grande protezione e un enorme rispetto reciproco.
Con Without Blood, però, Angelina le ha chiesto di avvicinarsi a Nina in un modo molto particolare.
Per mesi avevamo parlato regolarmente e non necessariamente del film, ma oggi mi rendo conto che quelle........
