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Salma Hayek Pinault: «La vendetta non guarisce. Con Angelina Jolie ho riaperto ferite che avevo dimenticato»

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20.09.2026

L’attrice ci racconta su Zoom Without Blood, il film di Angelina Jolie tratto da Senza sangue di Alessandro Baricco: il trauma di Nina, il perdono, l’amicizia con Jolie e le ferite personali riemerse sul set.

Per prepararla a Without Blood, Angelina Jolie ha chiuso Salma Hayek in una stanza completamente bianca, senza oggetti, senza battute e senza indicazioni precise, chiedendole di immaginare e vivere la parte della vita di Nina trascorsa in manicomio. Hayek è rimasta lì per quasi due ore, improvvisando qualcosa che non sarebbe necessariamente finito nel film ma che da quel momento avrebbe definito il personaggio, e quando è uscita da quella stanza non aveva soltanto trovato la donna che avrebbe dovuto interpretare, perché quel lavoro aveva cominciato a riportare alla superficie anche parti della propria vita che pensava di avere lasciato molto più indietro.

È probabilmente questo il punto da cui partire per capire cosa abbia significato Without Blood per Salma Hayek, perché mentre racconta Nina, il trauma che continua a riportarla allo stesso momento della sua esistenza, la rabbia, la vendetta e la possibilità del perdono, l’attrice finisce inevitabilmente per raccontare anche se stessa, dalle ferite dell’infanzia che durante le riprese sono tornate improvvisamente a galla al dolore mai completamente risolto per i femminicidi di Ciudad Juárez. Al centro di tutto c’è Angelina Jolie, non soltanto la regista che le ha chiesto di spingersi in territori che a volte Hayek stessa considerava quasi impossibili, ma l’amica capace di restarle accanto quando il confine tra il lavoro sul personaggio e qualcosa di molto più personale ha cominciato a diventare sottile.

Panorama: Prima di arrivare a Nina, vorrei partire proprio da Angelina Jolie. Vi eravate già incontrate, ma quando è nata davvero la vostra amicizia?

Credo di aver incontrato Angie qualche volta di sfuggita in passato, forse a una festa, ma avevamo soprattutto un’amica in comune, una donna che non ha nulla a che fare con questa industria, un’attivista, un’autrice e una femminista, che continuava a dire separatamente a entrambe che avremmo dovuto conoscerci e diventare amiche. Nessuna delle due voleva forzare quella cosa, poi abbiamo lavorato insieme in Eternals, ci siamo incontrate al Comic-Con e questa nostra amica è venuta anche a trovarci sul set, ed è stato lì che il rapporto ha davvero cominciato a crescere. Lavorando insieme ci siamo rese conto di avere un modo di comunicare diverso da quello che avevamo con gli altri, capivamo molto rapidamente come risolvere le cose e soprattutto ci comprendevamo in maniera molto organica, e da allora è diventata un’amicizia vera, una relazione in cui non stai cercando una transazione o pensando a quello che l’altra persona potrebbe fare per te, perché tra noi ci sono una grande protezione e un enorme rispetto reciproco.

Con Without Blood, però, Angelina le ha chiesto di avvicinarsi a Nina in un modo molto particolare.

Per mesi avevamo parlato regolarmente e non necessariamente del film, ma oggi mi rendo conto che quelle........

© Panorama