Pokémon compie 30 anni: da fenomeno pop a linguaggio generazionale globale
Dal Game Boy al Super Bowl LX, Pokémon celebra 30 anni con la campagna “Qual è il tuo preferito?”. Un viaggio tra cultura pop, identità e community globale
C’è una domanda che attraversa tre decenni di cultura pop con la stessa naturalezza con cui si attraversa una piazza affollata, riconoscendo qualcuno senza averlo mai incontrato prima: qual è il tuo preferito? Non è soltanto una formula promozionale ben riuscita, né una trovata nostalgica studiata a tavolino per riattivare l’emotività dei trentenni di oggi; è piuttosto un codice di riconoscimento generazionale, una password emotiva che ha accompagnato l’infanzia analogica, ha attraversato l’adolescenza digitale e oggi si ritrova adulta, consapevole, ancora capace di emozionarsi davanti a una schermata di cattura.
Nel 2026, The Pokémon Company International inaugura ufficialmente le celebrazioni per i trent’anni del brand con la campagna globale “Qual è il tuo preferito?”, scegliendo di farlo sul palcoscenico più osservato del pianeta, il Super Bowl LX, in una mossa che racconta più di qualsiasi comunicato stampa la dimensione raggiunta dal fenomeno. Pokémon non è più soltanto un franchise per ragazzi, né una reliquia pop da custodire con affetto: è diventato un linguaggio condiviso, un sistema simbolico riconoscibile da Tokyo a Milano, da New York a Seul, capace di abitare contemporaneamente l’immaginario dei figli e quello dei genitori.
Quando nel 1996 arrivarono in Giappone i primi titoli per Game Boy, pochi avrebbero scommesso che quella coppia di cartucce – Rosso e Verde – avrebbe dato vita a uno degli universi narrativi più longevi e redditizi della storia dell’intrattenimento. Eppure, nel giro di pochi anni, l’anime, il Gioco di Carte Collezionabili e una serialità costante di videogiochi hanno trasformato Pikachu in un’icona globale, riconoscibile quanto i grandi simboli........
