Corea del Sud, svolta sull’aborto: dopo sette anni il governo apre alla pillola abortiva
La Corea del Sud prepara l’introduzione della pillola abortiva entro il 2027. Il governo punta a regolamentare l’interruzione farmacologica della gravidanza dopo sette anni di vuoto normativo.
Sette anni dopo la sentenza che ha dichiarato incostituzionale il divieto di aborto, la Corea del Sud si prepara a introdurre ufficialmente la pillola abortiva nel proprio sistema sanitario, affrontando uno dei nodi rimasti irrisolti della legislazione sui diritti riproduttivi femminili. Il governo di Seul ha annunciato un piano per autorizzare l’interruzione farmacologica della gravidanza entro le prime nove settimane, attraverso un percorso che prevede la valutazione dei medicinali da parte delle autorità sanitarie e, almeno nella fase iniziale, la prescrizione e la somministrazione sotto il controllo diretto dei medici. Una decisione che arriva dopo anni nei quali l’aborto ha cessato di essere penalmente perseguibile, senza che il Parlamento sia riuscito a definire una nuova disciplina organica, lasciando le donne in una situazione di incertezza giuridica e sanitaria che ha favorito anche il ricorso a farmaci acquistati attraverso canali non autorizzati.
Come funzionerà la pillola abortiva in Corea del Sud
Il piano è stato presentato il 16 settembre durante la quattordicesima riunione di coordinamento delle politiche nazionali, alla quale hanno partecipato il ministero per l’Uguaglianza di genere e la Famiglia, il ministero della Salute e del Welfare e il ministero per la Sicurezza alimentare e farmaceutica. L’obiettivo dichiarato dalle autorità sudcoreane è rendere disponibili medicinali la cui sicurezza, efficacia e qualità siano state verificate attraverso le procedure nazionali di autorizzazione, inserendo l’interruzione farmacologica della gravidanza in un sistema di assistenza medica che consenta di monitorare gli eventuali effetti collaterali e garantire alle pazienti un percorso sanitario regolamentato.
Il farmaco attualmente sottoposto alla valutazione delle autorità sudcoreane è una combinazione di mifepristone e misoprostolo, due principi attivi utilizzati per l’interruzione farmacologica della gravidanza in numerosi Paesi. Il primo blocca l’azione del progesterone, l’ormone necessario al proseguimento della gestazione, mentre il secondo provoca contrazioni uterine che favoriscono l’espulsione del contenuto dell’utero. La richiesta di autorizzazione presentata all’autorità regolatoria sudcoreana riguarda l’utilizzo entro 63 giorni di gravidanza, corrispondenti a nove settimane, e sarà esaminata sulla base dei dati clinici disponibili, delle caratteristiche del prodotto e delle misure previste per la gestione dei rischi.
Secondo il calendario indicato dal governo, l’introduzione potrebbe avvenire già nel primo trimestre del 2027, a condizione che vengano completate le procedure di valutazione e autorizzazione. Per i primi due anni dalla........
