Giornata mondiale dell’Alzheimer: Ecco come sta cambiando la lotta alla malattia (in meglio)
Dai 57 milioni di persone colpite nel mondo ai nuovi farmaci contro l’amiloide, fino alla prevenzione. Giornata mondiale dell’Alzheimer, la ricerca accelera ma la cura resta ancora lontana.
Oggi 21 settembre si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale dell’Alzheimer, una ricorrenza che arriva quest’anno mentre la ricerca sta attraversando una fase particolarmente delicata: non abbiamo ancora una cura capace di fermare la malattia, ma per la prima volta esistono terapie che possono rallentarne la progressione in una parte dei pazienti nelle fasi iniziali. E soprattutto sta cambiando il modo stesso di guardare alla malattia: sempre meno come a un inevitabile effetto dell’invecchiamento, sempre più come a una condizione sulla quale intervenire prima possibile. I numeri spiegano perché. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, vivono con una forma di demenza oltre 57 milioni di persone nel mondo, con quasi 10 milioni di nuovi casi ogni anno. In Italia 550-660 mila è la stima delle persone con malattia di Alzheimer tra gli over 65, ma sono oltre 1.430.000 i pazienti con demenze di vario tipo. Un numero destinato a crescere rapidamente: secondo le stime del rapporto “The prevalence of dementia in Europe 2025”, nel 2050 saranno circa 2.200.000, pari al 4,2% della popolazione totale. Si tratta di un aumento del 54%, che rende l’Italia il Paese dell’Unione Europea con la più alta incidenza di demenza in rapporto alla popolazione. Inoltre, sono circa 4 milioni i familiari che vivono accanto a persone con diversi tipi di demenza, secondo la stima ISS. Queste patologie sono oggi la settima causa di morte globale e una delle principali cause di disabilità e dipendenza nella popolazione anziana. Ma il dato più interessante arriva dalla prevenzione. Le nuove linee guida dell’OMS indicano che fino al 45 per cento del rischio di demenza potrebbe essere prevenuto o ritardato, intervenendo su fattori modificabili lungo tutto l’arco della vita: attività fisica, fumo, consumo di alcol, isolamento sociale, ipertensione, diabete e altri fattori cardiovascolari, oltre all’esposizione all’inquinamento atmosferico. Non significa che quasi metà dei casi possa essere evitata, ma che una quota rilevante del rischio complessivo è potenzialmente modificabile. È un cambio di prospettiva importante: la prevenzione dell’Alzheimer comincia molto prima della perdita di memoria.
La malattia che la ricerca........
