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Dubai, fuga dal paradiso (quasi) perduto

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13.03.2026

Droni e razzi sconvolgono la città-Stato simbolo della prosperità del Golfo: hotel svuotati, voli bloccati e miliardi a rischio. Così la guerra può incrinare il modello economico degli Emirati.

Qualcosa di più di un attacco all’economia. Rischia di diventare un danno difficile da recuperare e che getta un’ombra sul lungo periodo. Per un Paese che ha l’immagine come unico, o quasi, patrimonio spendibile, i resoconti mediatici del fuggi fuggi dagli alberghi mentre i cieli sono solcati dalle scie di fuoco dei razzi iraniani sono un colpo al cuore del business, una ferita che sarà complicato rimarginare. Dubai e gli Emirati sono nati e prosperati presentandosi come il paradiso del Medio Oriente, un’oasi felice lontana dalle crisi geopolitiche, dove sicurezza, lusso, benessere, stipendi competitivi, coniugati a servizi all’avanguardia e a un trattamento fiscale impensabile altrove, hanno attirato capitali, miliardari e aspiranti tali da tutto il mondo.

Qui hanno trovato dimora o rifugio – chiamateli come volete – imprenditori e uomini d’affari attirati dalla prospettiva di entrare in un network internazionale di alto livello, giovani rampanti a caccia della grande occasione della vita, startupper in fuga dal fisco esoso dell’Occidente o semplicemente chi vuole assaporare l’esclusività allo stato puro.

L’Eden fiscale diventato improvvisamente vulnerabile

Alcuni post su Instagram hanno enfatizzato, anche con un certo cattivo gusto, il motivo per cui molti italiani hanno posto a Dubai la loro residenza. «Meglio i missili che il 50 per cento di tasse» commentava un giovane professionista, seguito a ruota da un esercito di esperti di criptovalute e avvenenti influencer, tutti a rimarcare il bengodi dell’assenza delle imposte sul reddito e l’unica aliquota di un misero 9 per cento sugli utili aziendali ma sopra un certo tetto.

Ebbene, questo Eden all’improvviso è stato sconvolto dalle bombe iraniane e si è verificato l’impensabile: alberghi che si svuotavano, prenotazioni cancellate, aeroporti chiusi. Poi infrastrutture, edifici e data center colpiti e servizi bancari messi parzialmente fuori uso.

Turismo e reputazione: il vero........

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