Chi cercano le aziende nel 2026: la nuova visione che ribalta il modello tradizionale
Un nuovo libro firmato da tre manager internazionali propone l’Hypertalenting come strategia per valorizzare i talenti nelle organizzazioni
In un momento in cui le organizzazioni faticano a tenere il passo con i cambiamenti, tre manager di lungo corso hanno deciso di mettere per iscritto quello che hanno imparato sul campo. Il risultato è Talents Do It Better, presentato a Milano il 29 aprile 2026 e firmato da Pasquale Frega, Stephan Bissig e Chris Howarth.
Il punto di partenza è semplice e attuale: i modelli tradizionali di gestione delle persone, spesso fondati su controllo e standardizzazione, non reggono più. L’innovazione, sostengono gli autori, non nasce da processi o strategie astratte. Nasce piuttosto dalle persone, in particolare da quelle capaci di pensare e agire in modo diverso.
Cos’è l’Hypertalenting
Al centro del libro c’è l’Hypertalenting. Non si tratta di una semplice attenzione al capitale umano, ma di una strategia strutturata per individuare e valorizzare talenti capaci di sfidare lo status quo e generare un impatto misurabile.
Gli autori propongono pertanto una Formula del Talento 70/30: il 30 per cento di figure «dirompenti», in grado di innescare l’innovazione, e il 70 per cento di «abilitatori», essenziali per garantire stabilità ed esecuzione. Per identificare quel 30 per cento, il libro introduce il modello STAR, che valuta quattro dimensioni: stato mentale, prove sul campo, capacità di attivazione e risultati concreti.
A tradurre l’Hypertalenting in pratica quotidiana è il modello delle 4S: Spot, Steward, Stretch, Sustain.
Spot significa riconoscere il talento andando oltre il curriculum: ciò che conta davvero sono il potenziale e il modo di affrontare i problemi. Steward ridefinisce il leader come facilitatore, non come controllore: i talenti dirompenti vanno accompagnati con fiducia e protezione, in ambienti psicologicamente sicuri. Stretch riguarda l’accelerazione dello sviluppo, affidando alle persone ruoli ambiziosi anche prima che siano «pronte sulla carta». Sustain, infine, garantisce che tutto questo non resti un’iniziativa episodica, ma diventi un approccio stabile, supportato da strumenti come il Talent Review Process.
Pasquale Frega, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia, ha descritto il libro come l’occasione per condividere «la passione per lo sviluppo dei talenti», sottolineando come un approccio fondato su fiducia e responsabilità stia già orientando la cultura interna dell’azienda.
Stephan Bissig, fondatore di Leader Growth LLC, ha messo il dito nella piaga: «I modelli tradizionali non sono più efficaci». Il vantaggio competitivo, oggi, deriva dalla capacità di fare «scommesse audaci sui talenti» e di riconoscerne il potenziale prima che sia evidente a tutti.
Chris Howarth, Chief HR Officer di Zentiva, ha chiuso con una riflessione sul senso del progetto: l’auspicio è che il libro offra «ai leader e ai loro talenti gli strumenti per prosperare e per liberare ulteriore potenziale all’interno delle organizzazioni».
Un volume che parla di business, dunque, ma con una prospettiva di lungo termine. Nella convinzione che, senza le persone giuste, nessuna strategia funzioni davvero.
