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La spartizione al Csm e il patto delle Procure: cosa c’è dietro l’asse tra Conte, Schlein e magistrati

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08.09.2026

Correnti, spartizioni, errori… Dopo lo stop referendario alla riforma della giustizia i giudici perseverano nell’esercizio autonomo del loro potere. E già fremono per le elezioni di fine ottobre, quando sceglieranno 20 componenti togati del Csm…

Vendetta, tremenda vendetta. «Dopo il referendum, faremo i conti» aveva ruggito Nicola Gratteri, alfiere dello stentoreo diniego alla riforma della giustizia. Ha cavallerescamente deposto le armi. Inutile infierire. Tutto è perdonato. La magistratura, incassata quella straripante vittoria, sembra più potente di prima. Le correnti continuano a spadroneggiare. Gli errori giudiziari proseguono impuniti. E ogni proposito riformista del governo viene accantonato, temendo ulteriori disfatte.

L’invincibile casta dei togati è arrembante come mai. Tra qualche settimana si voterà per scegliere venti componenti del Csm, uscito clamorosamente indenne da scandali e inchieste sul mercato delle nomine. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fissato le elezioni per il 25 e 26 ottobre 2026. I gattopardi fremono. Il prossimo Consiglio superiore si occuperà di decisive nomine: dai procuratori di Milano e Napoli ai capi di antimafia e antiterrorismo.

Il voto d’autunno al Csm e l’assalto alle procure chiave

S’annunciava un epico rinnovamento. Invece, le agguerrite cordate preparerebbero l’ennesima spartizione. «Con la vittoria del No al referendum, hanno ancora una volta vinto, anzi stravinto», informa Andrea Reale, giudice a Catania e membro del direttivo dell’Associazione nazionale magistrati. Tra i pretendenti, annuncia, «ci sono segretari di corrente, esponenti di spicco di un gruppo, ex presidenti Anm». Tra i più evocati c’è Cosimo Ferri, già deputato renziano e protagonista con Luca Palamara di appassionate serate all’Hotel Champagne, dove si discuteva di cariche e intrighi.

Del resto, un degno antipastino ci sarebbe stato con la scelta del nuovo procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia. Andrea Mirenda, consigliere laico a Palazzo dei marescialli, durante il dibattito plenario ha parlato di........

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