L’abbraccio di Codroipo a Cecchettin: «Sono andato oltre il male per Giulia»
Occhi lucidi che fanno da specchio a una storia che ha toccato l’anima di tutti, monito per il futuro e, soprattutto, per il presente. Giovedì sera, il pubblico presente nell’auditorium comunale gremito di Codroipo ha ascoltato con il cuore in gola le parole di Gino Cecchettin, padre di Giulia, uccisa a 22 anni dall’ex fidanzato.
Sul palco, intervistato dalla giornalista Martina Delpiccolo, Cecchettin ha offerto una testimonianza che è andata ben oltre il dolore personale, trasformandosi in un appello civile alla responsabilità collettiva. Rivolto a uomini e donne, senza distinzioni.
Se il patriarcato siamo noi
«Quello che faccio – ha esordito Gino Cecchettin – lo faccio perché sono un padre che si ostina a non cedere. L’unico modo per far vivere Giulia è questo». Con voce pacata ma ferma, ha voluto subito sfatare un luogo comune: l’assassino di sua figlia non era un mostro. «È stato il figlio sano del patriarcato – ha scandito –. Definirlo “mostro” lo isoli........
