menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Nello Zarathustra di Abdolah la radice che ci accomuna all’Iran

32 0
19.09.2026

Un’indagine sulla propria identità, sul «chi sono io?», che a sorpresa diventa un viaggio fino alla notte dei tempi e alla distanza della Siberia profonda, alla radice del «chi siamo noi». Lo scrittore iraniano naturalizzato olandese Kader Abdolah racconta così, a Pordenonelegge, lo spirito del suo ultimo libro “Parla Zarathustra” (Iperboea, 2026, pp. 384, 20 euro), da poco edito in italiano per la traduzione di Claudia Cozzi ed Elisabetta Svaluto Moreolo.

In quest’ultima prova l’autore di “Scrittura cuneiforme” e “Il profeta” torna al romanzo storico per approfondire una figura fondante per la cultura persiana: Zarathustra, o Zoroastro, fondatore della prima religione monoteista della storia, che fu il fulcro della cultura degli antichi imperi persiani, dagli Achemenidi narrati da Erodoto ai Sasanidi fieri avversari dei romani, fino all’avvento dell’Islam. Zarathustra, racconta Abdolah, è intessuto ancor oggi indissolubilmente nell’identità iranica: «Nel momento in cui una persona è persiana automaticamente ha a che fare con Zarathustra. Nel mio paese, da bambino e da giovane uomo, Zarathustra era parte del paesaggio come il clima o il sole. Di solito però non si sa nulla in proposito, io non ne sapevo nulla». Lo scrittore ricorda........

© Messaggero Veneto