La manifestazione per Fakir è una piazzata anti-governo
Il pugno chiuso alzato verso il cielo, il minuto di silenzio in ginocchio e poi il coro che attraversa il Pilastro: “Giustizia per Fakir”. A una settimana dalla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto durante un fermo di polizia in via Italo Svevo, Bologna torna in piazza. Stavolta, però, senza guerriglia.
Dopo le violenze e gli scontri che avevano devastato il centro storico nei giorni successivi alla tragedia, la manifestazione organizzata nel quartiere dove l’uomo viveva si è svolta senza incidenti, nonostante slogan durissimi contro le forze dell’ordine e accuse esplicite di «assassinio di polizia» e contro il governo «dei nostri quartieri non ne sapete niente, Salvini e Piantedosi nemici della gente».
Fakir "ha morso la gamba al poliziotto. Poi...": la verità nascosta su Bologna
SLOGAN ANTI GOVERNO Sono state circa duemila le persone che si sono ritrovate a pochi metri dal luogo in cui Fakir è morto domenica scorsa. Ad aprire il corteo lo striscione “Verità e giustizia per Fakir. Siamo tutte e tutti Fakir”, sorretto da giovani della comunità marocchina. Con loro i residenti del Pilastro, attivisti di Plat, Si Cobas, Giovani Palestinesi, MuBasta, del Comitato popolare Pilastro e rappresentanti di Potere al Popolo, oltre ai collettivi universitari.
Prima della partenza, un lungo minuto di silenzio. Tutti........
