Le riforme necessarie di cui nessuno parlerà più
Quelle che seguono sono parole dettate dal pessimismo della ragione, accompagnato da un testardo ottimismo della volontà: per dire che sarebbe giusto attendersi, nella campagna elettorale appena iniziata, che le varie forze politiche formulassero proposte in materia di riforme istituzionali da sottoporre al consenso degli elettori.
Anziché discussioni surreali (come quella sulla lunghezza delle gonne), o sterili e durissime polemiche, in cui vengono affilate le armi dei rispettivi radicalismi identitari, ci si aspetterebbe, cioè, qualche idea (legge elettorale a parte) per migliorare il funzionamento del nostro sistema politico. Speranza vana? È chiaro che una campagna elettorale che si preannuncia così “polarizzata” impedisce proposte ragionate, rendendo pressoché impossibile qualunque ipotetico accordo sulle cose da fare per il bene comune. Inoltre, è troppo recente, nel centrodestra, la ferita del referendum fallito sulla giustizia; ed è troppo forte, nel “campo largo”, la tentazione di giocare la prossima campagna sugli stessi toni di quella referendaria, in nome di una Costituzione trasformata in feticcio intoccabile (la “Alleanza per la Costituzione”, di cui parla Conte, è denominazione rivelatrice).
Eppure, gli eterni nodi irrisolti della nostra forma di governo restano tutti lì. Per elencarne solo alcuni:........
