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Francobolli introvabili e caselle sparite: spedire una lettera oggi è un'odissea

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19.05.2026

Il sorrisetto malizioso della tabaccaia è eloquentissimo come risposta alla semplice richiesta di un francobollo per lettera: «Non ne abbiamo. Non li prendiamo più». Il tempo di spostarsi di qualche centinaio di metri, altra rivendita, e stesso risultato: «Ci sono le mail e le pec, chi è che scrive ancora le lettere?». Terzo tentativo in mezz’ora, terzo flop, e spiegazione disarmante: «Dovremmo acquistare un foglio, ma i bolli non ce li chiedono mai e ci restano nel cassetto, invenduti...». Ma allora la soluzione qual è? Recarsi alle Poste, prendere il numeretto, fare la fila e presentarsi come un questuante con la busta in mano da affrancare. L’addetta non si stupisce: «Un euro e trenta, ma imbuchiamo noi». E meno male, visto che fuori da quell’ufficio le cassette postali non ci sono più. Stanno facendo la fine delle cabine del telefono sotto l’arrembaggio incontenibile dei cellulari. E infatti dove ci sono ancora, dal rosso squillante con cui erano state verniciate in origine per renderle........

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