Non fermarsi all'alt è diventata una moda
Doveva rientrare in carcere per le nove, era il patto per la sua semilibertà. Un’ora prima, invece, mercoledì sera, Massimo Ciarelli, correva su un T-Max 500 lungo la statale 16, tra Montesilvano e Silvi Marina, in quell’Abruzzo di provincia stretto pure lui dalla morsa del caldo. Su quel maledetto scooter era assieme a un’altra persona, non si sa chi stesse effettivamente guidando: si sa, però, che, a un certo punto, una pattuglia della radiomobile dei carabinieri ha intimato loro l’alt, e la motoretta non s’è fermata. Quello che segue è il copione di una scena già vista, purtroppo troppe volte. È morto così, Ciarelli, dopo un tratto di strada percorso a grande velocità, dopo un’improvvisa inversione di marcia, dopo alcune auto superate in contromano e con quell’unico, drammatico, fatale scontro frontale con una gazzella dell’Arma intervenuta di rinforzo sul posto. Anche l’altro passeggero dello scooter aveva precedenti con la giustizia, Ciarelli era recluso nel carcere di Pescara per l’omicidio di un ultrà (Domenico Rigante) avvenuto nel 2012.
Pescara, non si........
