Il corteo antifascista è la fiera dell'odio politico
Doveva essere la manifestazione della Milano antifascista per rispondere a un’aggressione di stampo politico ai danni di un giovane studente. Ed è finita secondo i dettami dell’antifascismo militante con cori come «la Resistenza ce l’ha insegnato: uccidere un fascista non è reato» e scritte contro la memoria di Sergio Ramelli e di Norma Cossetto. Scenario. Circa tremila persone hanno preso parte al presidio, poi divenuto corteo, nei pressi del liceo Einstein di Milano. Un percorso che li ha condotti fino all’Università Statale. In piazza un po’ tutte le voci della sinistra. Prima Claudia Pinelli, figlia del ferroviere anarchico morto precipitato dalla Questura di Milano nel dicembre 1969, che ha detto di essere scesa in strada «per esprimere solidarietà perché ci sono tempi veramente preoccupanti e perché un ragazzo è finito in ospedale per aver strappato un manifesto». Poi l’immancabile voce dell’Anpi. «L’uscita dei fascisti negli ultimi tempi non solo a Milano è il segno........
