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Il mistero del conclave dei bimbi rapiti nell’ultimo thriller di Monaldi & Sorti

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05.04.2026

Anno Domini 1670. Nel palazzo apostolico vaticano si sono appena serrate le porte di uno dei conclavi più lunghi e tormentati della storia. Rien ne va plus: la truppa dei cardinali e dei loro assistenti (i «conclavisti»), resta chiusa a chiave nelle stanze, meravigliosamente affrescate, adiacenti alla fatidica cappella Sistina. Mentre le Eminenze dentro si scontrano a colpi di trabocchetti e imboscate, la cosa più inquietante succede fuori: in città vengono rapiti bambini. Il 29 aprile 1670, giorno dell’elezione papale, un diario riporta: «In questo tempo (del conclave; ndr) furono arrobate molte creature per Roma et in particolare per Trastevere da età di 7 anni in giù». Non è un pettegolezzo: così recita una delle fonti più affidabili della storia di Roma barocca, il Diario romano di Giacinto Gigli (1594-1671). Grazie all’esperienza nel governo cittadino di Roma, Gigli conosceva (e li rivelò nel Diario) molti retroscena della politica pontificia. Come i rapimenti di bambini durante l’elezione papale. Nella trama del loro nuovo volume bifronte Unicum Opus, che racchiude i due ultimi romanzi del ciclo con protagonista l’abate Atto Melani, Monaldi & Sorti hanno intrecciato la vicenda con la violenza che Atto patì da fanciullo: quella della castrazione per sfruttare le sue doti canore.

Ma poi hanno scoperto con stupore che quella preziosa testimonianza documentaria non c’è più. «Eppure era giunta intatta fino a noi moderni, tanto da essere stata studiata e pubblicata», commenta il trio di........

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