Se la Feltrinelli è contenta di farsi devastare...
Sabato pomeriggio, stazione di Porta Nuova, Torino. Tra un treno in ritardo e l’aroma d’un espresso da tre euro, un manipolo di giovanotti, etichettati col termine maranza, fa irruzione nella libreria Feltrinelli. Scaraventano saggistica a terra, ribaltano scaffali, terrorizzano il decoro. Un happening situazionista involontario, nel quale l’unico libro effettivamente aperto è quello dei danni. L’osservatore medio potrebbe pensare sia uno sgradevole atto di teppismo. Stolti. Ignoriamo tutti la raffinatissima ermeneutica del progressismo nostrano, capace di distillare epifanie sociologiche pure dalle macerie d’un reparto di tascabili. Così, il vandalismo diventa un miracolo di........
