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Trump ha scelto il Pentagono perché guida un Paese in guerra

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12.09.2026

Il presidente degli Stati Uniti è insieme capo dello Stato e comandante in capo delle forze armate, e ogni 11 settembre, a seconda del luogo che sceglie, mette in primo piano uno dei due ruoli, perché i luoghi colpiti nel 2001 non ricordano quel giorno allo stesso modo. A Ground Zero i familiari leggono uno per uno i nomi dei morti e dal 2012 i politici, presidenti compresi, ascoltano in silenzio, mentre al Pentagono, il quartier generale delle forze armate e l’unico obiettivo militare colpito quella mattina, il presidente parla davanti ai soldati. Ieri, nel 25° anniversario degli attentati, Donald Trump ha scelto il Pentagono e la ragione è semplice: da fine febbraio è il presidente di un Paese in guerra. Giovedì sul New York Times Peter Baker, capo dei corrispondenti alla Casa Bianca, ha spiegato che cosa racconta questa scelta. Baker ha descritto in anticipo la fotografia, con i quattro ex presidenti ancora in vita riuniti al World Trade Center e l’attuale, l’unico nato a New York, lontano 320 chilometri, alla guida di un Paese che teme meno gli attacchi dall’esterno e non mette più il terrorismo al centro della politica. Baker riporta anche il sospetto che Trump abbia evitato New York perché lì non avrebbe potuto parlare. Trump lo ha negato, e se anche fosse vero sarebbe difficile trovarci uno scandalo, perché un presidente che a meno di due mesi dalle elezioni di metà mandato vuole rivolgersi al Paese va dove le regole........

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