Merz è inamovibile ma resta senza popolo
Friedrich Merz ha aspettato vent’anni la rivincita su Angela Merkel, che nel 2002 gli tolse la guida dei deputati cristiano-democratici, e nel 2018, tornato in politica per prendersi il partito, prometteva di riportare la Cdu al 40% e di dimezzare l’AfD, l’estrema destra cresciuta negli anni della Merkel. Domenica il Meclemburgo-Pomerania anteriore, il Land sul Baltico che per 31 anni ha mandato l’ex cancelliera al Bundestag, ha dato alla Cdu di Merz il 4,9% e all’AfD il 38,2%, più del doppio di cinque anni fa.
Rimasta sotto lo sbarramento del 5%, la Cdu esce per la prima volta da un Parlamento regionale e fa peggio del suo minimo storico, il 9% di Brema nel 1951. Domenica sera Merz è comparso in televisione per ammettere il disastro e ieri ha spiegato che le cause della sconfitta «vanno ben oltre la mia persona», la stessa persona che i dirigenti locali avevano tenuto alla larga dalla campagna, convinti che avrebbe fatto perdere altri voti. Nelle riunioni di partito, ha assicurato, nessuno ha messo in discussione il suo ruolo, ma «sappiamo che non riusciamo più a raggiungere ampie parti della popolazione», ha........
